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IL RITUALE DEL SERPENTE Animali, simboli e trasformazioni

A cura di Viola Emaldi e Valentina Rossi

L’esposizione collettiva, promossa dal Comune di Bagnacavallo in occasione della Festa di San Michele e organizzata dal collettivo Magma,
include opere di Mark Dion, Marcel Dzama, Bekhbaatar Enkhtur, Valentina Furian, Claudia Losi, Marco Mazzoni, Marta Pierobon, Luigi Presicce, Lorenzo Scotto di Luzio, Dana Sherwood, Filippo Tappi, Davide Rivalta, Emilio Vavarella.
Il rituale del serpente nasce da alcune riflessioni intorno all’opera d’arte simbolo dell’identità culturale della città di Bagnacavallo: l’incisione San Gerolamo nello studio di Albrecht Dürer, datata 1514 e conservata presso il Museo Civico delle Cappuccine. Il progetto espositivo intende esplorare attraverso l’arte contemporanea l’attualità della simbologia che accompagna il legame tra uomo e animali, per comprendere il modo in cui gli artisti visivi oggi sentono ed esprimono il rapporto di convivenza tra specie umana e animale.
Studiosi, filosofi, storici dell’arte hanno riflettuto sul dualismo uomo/animale: da Jacques Derrida a Giorgio Agamben, da Georges Didi-Huberman fino ai più recenti Animal Studies. Oggi stiamo vivendo la “dominazione” – consumistica e autodistruttiva – della specie umana sugli animali, e per questo è necessaria una riflessione. Il titolo della mostra, Il rituale del serpente, riprende l’omonimo libro di Aby Warburg, che raccoglie una conferenza tenuta dallo studioso nella casa di cura Kreuzlingen nel 1923. Warburg nella sua digressione evoca il terrore primitivo del serpente, l’animale che forse più di ogni altri attiva una carica fobica nell’uomo come anche negli altri animali. Questa stessa ragione, del tutto naturale, ci invita a non distinguere l’uomo in quanto specie “differente”, sebbene agisca secondo logica e tramite l’utilizzo di simboli.
La mostra è da intendersi come una costellazione di opere che indagano l’essere animale, partendo dai simboli e dalla loro interpretazione iconografica e iconologica, dal pensiero scientifico, fino all’unione tra uomo e animale che si fa sempre più sottile nello slittamento tra l’epoca dell’Antropocene – concetto nato negli anni Ottanta e poi formalizzato dal Premio Nobel per la Chimica Paul Crutzen all’inizio degli anni Duemila – a quella del Chthulucene, termine coniato da Donna Haraway nel 2016. Gli animali hanno sempre fatto parte dell’immaginario artistico, nella cultura occidentale come in quella orientale, a partire dalle loro primissime rappresentazioni – le pitture rupestri paleolitiche dove i soggetti più comuni, insieme alle impronte umane, sono i grandi animali selvaggi – fino a essere il soggetto reale dell’opera attraverso la loro presenza fisica, in particolare nel corso del secolo passato.
Il percorso espositivo intende evidenziare come la ricerca contemporanea abbia continuato a portare avanti, ovviamente con gli opportuni indici di differenziazione, un’arte che spesso esprime – seppur in modo evocativo – questa connessione tra specie. La mostra sarà accompagnata da una pubblicazione che verrà presentata nel mese di novembre.

MOSTRA
dal 11 settembre al 8 dicembre

Inaugurazione: sabato 11 settembre, ore 18.
Orari: 24, 27 e 28 settembre ore 18-24, 25 e 29 settembre ore 10-12 e 15-24, 26 settembre ore 10-24.
Dal 1 ottobre: venerdì ore 17-21, sabato e domenica ore 10-12 e 15-18.
Main sponsor: Molino Spadoni
Sponsor tecnico: Wall&Deco